A dispetto dell'ironica definizione di "tutele crescenti", il licenziamento si pone come un “diritto” del datore del lavoro, e non invece un “potere” da regolare in relazione ai diritti del prestatore di lavoro.
Secondo il legislatore, quello di licenziare non è un potere da limitare,ma,’al contrario, un diritto da proteggere. E lo Stato ne facilita l’esercizio a tal segno da non esitare a finanziarne perfino l’abuso.
Since the late 1970s, wages for the bottom 70 percent of earners have been essentially stagnant, and between 2009 and 2013, real wages fell for the entire bottom 90 percent of the wage distribution.
L’ultimo rapporto globale dell’ILO sui salari segnala una stagnazione dei salari in molti paesi e afferma che le disuguaglianze iniziano nel mercato del lavoro.
Il nuovo contratto a "tutele crescenti" riduce le garanzie e, invece di semplificare, complica ancor di più il panorama normativo del mondo del lavoro.
Sommario: 1. Ricordare gli inizi. – 2. Una giurisprudenza neurovegetativa. 3. – La micro-discontinuità come costante evolutiva. – 4. Il big-bang dello statuto dei lavoratori.